Concentrandosi su strutture urbane incompiute e abbandonate nella periferia di Milano, il progetto reinterpreta questi “scheletri urbani” come spazi di ospitalità temporanea. Oltre ad accogliere artisti per soggiorni di breve o lungo periodo, l’ospitalità è concepita come un dispositivo flessibile capace di ospitare attività e pubblici mutevoli in risposta agli eventi metropolitani. La proposta immagina un museo civico d’arte contemporanea in divenire, in cui le architetture incomplete diventano opportunità latenti capaci di affrontare temporaneamente le lacune e le contraddizioni della città.