
LA PALAZZINA IDIORRITMICA
Proposte di vita condivisa per la città della speculazione
[di Francesca Pesce, 2021]
L’abitare è da sempre il tema più dibattuto in campo architettonico: tema di una letteratura sterminata, di grandi dibattiti e al centro dell’attenzione dello tsunami pandemico che ha obbligato a convivere con le proprie case o con la loro assenza. Ad una moderna “liquidità”, connotata da temporaneità e innalzamento della richiesta d’affitto, congiuntamente ad un aumento delle disuguaglianze sociali, corrisponde però un patrimonio edilizio non adeguato, modellato sui canoni della famiglia tradizionale, senza metterne in conto la stessa precarietà. La tesi si prefigge di fornire una possibile risposta a queste nuove esigenze, proponendo un modello di coabitazione trasversale caratterizzata da mix funzionale, sociale e generazionale. Prendendo in prestito il termine da Roland Barthes, la palazzina diviene “idiorritmica”, il terreno in cui il proprio ritmo di vita si concilia con quello degli altri.
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