RUSE

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Residential Urban Social Equipment – Housing Sociale
[di Francesca Alquati, Cecilia Marchesotti, 2010]

Oggetto di questa ricerca è l’analisi delle nuove esigenze residenziali, soprattutto da parte di quelle categorie definite “a rischio”. Punto di partenza per affrontare il “problema casa” è stato cercare di capire per quali e quante categorie familiari sia un problema sostenere i canoni d’affitto stabiliti dal mercato: sono il 2% dei nuclei familiari del nostro Paese, una quota bassa in percentuale ma di assoluta rilevanza in termini assoluti. La risposta sembra essere da ricercare nell’Housing Sociale: un meccanismo privato/pubblico volto alla realizzazione di alloggi in affitto a prezzi calmierati, in modo da non superare il 30% dello stipendio. Il disagio abitativo non investe più solo le fasce in povertà, ma ampie parti della popolazione in condizioni di fragilità. È necessario avviare nuovi progetti di edilizia sociale, promuovendo partenariati tra pubblico e privato e una nuova offerta abitativa flessibile e diversificata, fondata sui bisogni e sui bisogni degli abitanti, evitando l’effetto “casermone” e favorendo mix funzionali nelle aree in trasformazione.

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