INFILLIVING Residenze per studenti e vuoti urbani [di Laura Moretti, Elena Naldi, 2006]
Dalla volontà di indagare gli ambienti delle popolazioni nomadiche e i terreni striati delle mutazioni continue si è giunti a un’indagine territoriale osservando gli spostamenti delle popolazioni pendolari all’interno della città di Milano. L’osservazione di un territorio urbano densamente edificato ha portato all’individuazione di volumi interstiziali e aree dismesse nel tessuto della città storica, con la catalogazione dei vuoti urbani residuali e frammentati. La città storica viene considerata matrice urbana densa di servizi e fenomeni culturali, ambiente fertile per l’insediamento di una nuova rete di offerte per lo studente, con alloggi e funzioni dispersi per nuclei minimi nell’edificato esistente. L’occupazione dei vuoti urbani avviene attraverso la ricostruzione di una linea di gronda continua lungo gli assi urbani e l’inserimento di microarchitetture a terra. Lo studente fuori sede diventa soggetto di osservazione, con l’indagine sulle esigenze abitative e la dispersione delle residenze universitarie nel tessuto storico attraverso moduli abitativi minimi e spazi collettivi destinati allo studio, alla socializzazione e ai servizi. Un caso specifico di analisi è individuato lungo corso Garibaldi, con la progettazione di un sistema diffuso per circa 150 studenti e l’inserimento di alloggi e sale studio in relazione con l’edificato storico.